martedì 24 gennaio 2012

La Concordia e il turismo del dolore, al Giglio i curiosi del disastro


...Non è normale!
L'avavamo visto ad Avetrana, poi a Brembate di Sopra e, ancora, nel bosco di Ripe di Civitella. Il turismo del dolore è arrivato anche all'Isola del Giglio.
“Siamo qui per vedere cosa succede, che genere di incidente è stato. Solo per curiosità”, afferma una turista straniera.
Mentre i soccorritori esplorano il relitto della Costa Concordia, in una corsa contro il tempo alla disperata ricerca di superstiti, sono tanti i curiosi che affollano i traghetti per vedere la nave da crociera tragicamente naufragata a pochi metri dalla costa. Uno spettacolo drammatico, di fronte al quale nessuno resiste alla tentazione di scattare una foto. E allora, ecco la famiglia con bambini davanti alla carcassa della Concordia, la coppia di pensionati immortalata con la nave che affonda pian piano, la foto con il cellulare da mandare via mms agli amici.
Immagini archiviate in una memoria comprata al negozio, più che in un ricordo che suscita dolore. Scatti realizzati con frenesia, nel timore che il quadro triste del gigante ferito possa scomparire per sempre. Preoccupazioni infondate, dato che la nave potrebbe rimanere lì per mesi.
In questo contesto, i virtuosi abitanti dell'isola del Giglio, che la notte del disastro hanno generosamente prestato aiuto ai naufraghi, si rassegnano ai riflettori e, attraverso le parole del parroco Don Lorenzo, esprimono la propria visione delle cose. “Non è normale questa situazione”, dice il sacerdote.
Non è normale.


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